Cinzia Colombo

Nata nel 1963

Italia

data di inserimento in W.A.D. 06/2025

 

Biografia

Non mi ha mai abbandonato la memoria dell’esperienza fatta fin da bambina piccolissima di mischiare la terra con l’acqua per creare torte, barche, omini che distribuivo nel giardino della mia infanzia. L’argilla è una materia duttile e plasmabile e nel tempo le trasformazioni fisiche degli elementi, terra, acqua, fuoco hanno destato in me grande curiosità e meraviglia. Sono presupposti della possibilità di mutazione e cambiamento della materia – ‘handmade’, fatto a mano – ritrovare come si fanno le cose e averne memoria. Nei primi anni ottanta approfondisco le tecniche della ceramica, collaboro in un laboratorio artigianale che ospita un gruppo di ragazzi diversamente abili e lavoro con loro come assistente. Ricerco e riproduco il bellissimo punto di nero lucido dell’arte etrusca, la raffinatezza della superficie trattata, ‘la pelle’ del bucchero, mi sorprende e commuove. Modello con l’antica tecnica a ‘colombino’ forme vuote, vasi contenitori che ho poi cotto a bassa temperatura, in riduzione, realizzando lame e corpi di donne nere per porre una riflessione sulla distruttività e l’inadeguatezza alla vita delle armi e sulla violazione del corpo femminile.

La negazione del trauma, che sia di un singolo individuo o collettiva, come la cecità verso le catastrofiche conseguenze della crisi climatica causata dall’attività umana, non permette di mettere a fuoco i problemi e avviare un processo di comprensione e trasformazione. La ferita, testimoniata ed elaborata, può divenire una feritoia, un’apertura per riconnettersi, un passaggio che può generare un cambiamento, un varco per la guarigione. Questo è il cammino che ho scelto. L’arte come cura è per me il centro fondante del bisogno di esperienza artistica. Per dieci anni ho insegnato nella scuola elementare come docente specializzata per bambini con problemi, dove ho realizzato laboratori di espressione creativa nei quali tutti i bambini della classe potevano esprimersi liberamente, senza compiti differenziati, ognuno partecipava con la propria specificità con le proprie singole competenze e motivazioni. Credo nell’arte non come merce ma come cura, necessità irrinunciabile dell’umanità, il suo prezioso e intrinseco valore è nel contenere e trasformare i demoni che da sempre albergano in tutti noi e nell’essere tramite di benessere per la creazione di relazione e bellezza.

La mia relazione con le piante ha radici in un ricordo antico, una corsa sfrenata in un campo di cicoria fiorita e il levarsi di tante piccole farfalle azzurre, petali in volo. Curo da vent’anni un giardino commettendo tanti errori e trovando a volte sorprendenti rivelazioni. Pianto semi che poi crescendo diventano piante, materia vivente, che uso nei miei lavori. Un seme ha tante fragilità ma ha anche in sé un potenziale enorme. Le piante non camminano e questo loro essere apparentemente ferme, le ha rese quasi invisibili al nostro occhio animato, ma è grazie a loro che è possibile il nostro respiro. Tutti gli esseri viventi e la terra che abitano sono interconnessi, siamo fatti della stessa materia delle stelle e… dei sogni.

Il mio libro d’artista materico, “madre terra d’ombra bruciata”, libro non riproducibile, che dal 2009 ad oggi ha raggiunto e superato le mille pagine (ciascuna di 41x41cm), contiene e sviluppa i diversi punti di interesse della mia ricerca artistica. In questa opera rappresento pensieri ricamati, libere annotazioni, bozzetti e segni grafici elaborati lungo il percorso creativo. Allo stesso tempo le installazioni, le azioni performative, i video e le opere esposte nelle diverse mostre, inerenti al tema ‘madre terra d’ombra bruciata’, sono liberamente riportate nelle pagine attraverso fotografie, disegni e ricami. Le narrazioni contenute si ordinano non solo in senso cronologico ma soprattutto toccano la dimensione temporale del kairos, del momento presente. Le immagini si ramificano dai frammenti delle cortecce di albero di Pino, assemblati e sviluppati in sculture, ai ‘corpi corteccia’ da indossare, al costruire un habitat nel quale si scopre che il Pino è abitato anche dal suo altro, la ‘Pina’ – esistenza nascosta svelata – a quei ‘Pini senza ‘Pine’ in cui una serie di bianchi spiritelli bambine si muovono tra giovani alberi che non hanno ancora sviluppato la parte femminile, per continuare mettendo in scena la forza vitale nelle prime relazioni tra la madre e la sua bambina. La vita che sboccia attraverso connessioni sorprendenti crea forme nuove impreviste, la vita cerca la vita, ma la vita è in relazione con la malattia, la caducità, la finitudine, il dolore. La morte crea un taglio, un baratro ma è essa stessa circondata da un’aurea di imprevedibilità. Alla ‘ricerca della madre bambina’ un sentiero per sostenere il dolore della morte della propria madre. La lentezza nel ricamare le parole riportate nel libro sottolinea il tempo che inesorabile ci scorre tra le mani e assume un altro significato: nel momento in cui voltiamo la pagina, rovesciando la trama, scopriamo sul retro del ricamo parole non più leggibili, un’altra forma, un altro linguaggio. Con fotografie e disegni, ho seguito lungo tutto il loro sviluppo le piante inserite nelle opere: dal pinolo alla giovane piantina germogliata, al suo crescere e raggiungere la maturità sessuale e riproduttiva ma anche l’ammalarsi e il morire… la materia vivente, in questo caso vegetale, ha uno sviluppo incerto e necessita di un continuo accudimento. Prendersi cura di un vivente, l’altro, che ha un linguaggio diverso dal nostro, significa fare uno sforzo per scoprire e comprendere l’impensabile. Il tema della cura attraversa tutto il mio lavoro come presupposto per il processo creativo. Praticare l’arte per coltivare la salute come materia per creare un ponte di vitalità.

Nel 2014, con un piccolo gruppo di artisti, ho iniziato a dialogare, scambiare, mettere a confronto l’esperienza creativa dell’arte per realizzare incontri, momenti di dialogo, eventi, giornate di studio, performance, mostre. Da tutto ciò è nata Mesia Space arte contemporanea, che curo con Alessandro Riva mio compagno di vita – interessato ai processi creativi dal punto di vista psicologico – un sogno che desideravamo far nascere fin dalla nostra adolescenza e che ora sta procedendo in modo vivace insieme ad una comunità di artisti. La vetrina di ‘Mesia’ si affaccia sull’omonima piccola piazza davanti alle Mura Aureliane e incontra il mondo circostante, il fruitore è colui che passa volontariamente o per caso… qualcuno si ferma, qualcuno rimane con noi e partecipa alle nostre iniziative, qualcuno se ne va e non torna, ma con tutti uno sguardo è stato condiviso e si è creata una piccola relazione di scambio.
Da settembre 2020 a novembre 2021, in un periodo segnato dalle ansie e dalle limitazioni causate dal Covid, si è svolto nella vetrina di ‘Mesia’ il progetto Connessioni, tredici installazioni di artiste e artisti, in una ‘residenza’ mensile, con la pubblicazione del relativo catalogo, grazie anche alla vitale collaborazione di Carla Sacco, Ysabel Dehais, e Silvia Stucky.
Nel settembre 2023 a ‘Mesia’ è iniziato un nuovo progetto Umanità?! che è tuttora in corso e che si protrarrà fino ad ottobre 2027.

Curriculum

“madre terra d’ombra bruciata”:
le installazioni, azioni performative, fotografie e video, appartenenti al percorso di “madre terra d’ombra bruciata”, che sono liberamente riportate nell’omonimo libro d’artista, sono state presentate dal 2010 ad oggi nelle seguenti esposizioni, ognuna con un suo specifico titolo:
2024, “A-lato, Tre Pini messa a dimora”, azione performativa, 2 novembre, C. Colombo al km quattordicesimo, Roma;
2024, Alla ricerca della madre bambina, “collettivo femminile plurale”, Casa Studio SACHEN, Rome Art Week, 22 ottobre Roma;
2023-2024, Esercizi di lettura, azione performativa, open studio,13 novembre 2023, 5 dicembre 2023, 2 gennaio 2024, 13 aprile 2024, 19 aprile 2024, Roma;
2023, Lacrime di resina profumate, “Ut Pictura Poesis”, Studio Bernard, Open House, Roma;
2023, arrivo delle Pine, personale, installazione/azione performativa, giardino privato Marino, 13 maggio, Roma;
2022, WWW delle Pine (wood wide web), “OSMOSI – Risonanze d’arte contemporanea”, Orto Botanico Angelo Rambelli, Bagni di Viterbo, VT;
2022, lungo fiume di Pino, arrivo di Pina e messa a dimora, disegno grafico e letterario di una emozione prima immaginata poi lacerata da un evento inatteso: non so come andrà a finire, “Drawing as concept #0”, Trebisonda, Perugia;
2020, un albero vivo per uno morto… (II atto), personale, installazione, “Connessioni”, Mesia Space arte contemporanea, Roma;
2019, un albero vivo per uno morto… (I atto), azione performativa, Fattoria di Fiorano, Roma;
2019, o quante belle figlie Madama Dorè… son belle e me le tengo… “INUSUALE”, Casa Studio SACHEN, Rome Art Week, Roma;
2018, al di qua e al di là del giardino la natura dissemina, “il segreto del giardino”, Studio Campo Boario, Rome Art Week, Roma;
2018, di notte “la Pina” non si vede, di giorno nessuno la conosce, “Notte/Night”, 6° edizione della Tiny Biennale, Temple University, Roma;
2016, La Pina, personale, installazione, Mesia Space arte contemporanea, Roma;
2016, Pini senza Pine, Mesia Space arte contemporanea, Open House, Roma;
2015, il Pino e la Pina vivono sullo stesso albero, Mesia Space arte contemporanea, Open House, Roma;
2011, sviluppo di un corpo corteccia, Casa Galleria di Tina Parotti, Milano;
2010, naturalmente ‘Pina’, personale, Galleria Cortese Lisanti, Roma.

mostre personali:
2013, Taglio del bosco, open studio Roma;
2006, Campo di Cicoria, open studio, Roma;
2004, L’ama, Esquilino Domani, Roma;
2002, “TO-BE/ OR NOT/ TU-BI, TU MI/TURBI” – “una ciotola per te”, evento organizzato in sinergia da Onlus-Grid e l’Istituto ISIPSé, il ricavato della vendita delle sculture in ceramica è stato utilizzato per evitare la chiusura dello “sportello di consultazione psicologica” di un istituto professionale, Istituto ISIPSé, Roma;

azioni performative:
2025, Alla festa della terra, “due ore, creatività femminile”, a cura di Francesco Gallo Mazzeo, Bibliothè, Roma;
2018, la zona rossa, bosco Velino – Sirente, Abruzzo;
2012, Buchenwald, Lager di Buchenwald, Buchenwald Germania.

mostre collettive:
2025, storia di un fagiolo magico, ‘il libro che tu sei’, a cura di Antonella Pesola, Freemocco -Trebisonda, Palazzo della Corgna, Castiglione del Lago;
2024, Parto da un nido, ‘ti-segno’, progetto Umanità?!, Mesia Space arte contemporanea, Roma;
2024, Nella terra, con la terra, ‘Terra | inaspettate connessioni tra i viventi’, a cura di Antonietta Campilongo, Nuvola Creativa Festival delle arti VII edizione, Villa Massenzio, Roma;
2024, soffio, ‘serata video’ progetto Umanità?!’, Mesia Space arte contemporanea, Roma;
2024, storia di un fagiolo magico, il libro che tu sei, a cura di Antonella Pesola, Freemocco – Trebisonda, Il Granaio, Deruta;
2020, due ma non due, Margherita Taticchi-Cinzia Colombo, Connessioni, Mesia Space arte contemporanea, Roma;
2019, Storia di un fagiolo magico, a cura di !GNORARTE, galleria Gard, Roma Art Week, Roma;
2019, fanciulle, ‘Esclamation’, a cura di !GNORARTE, galleria D’arte TrisKelion, Piazza Armerina (EN);
2016, Estate 2016, ‘!L CORPO DEL R!ALTO, Resilienza Artistica Di Un Luogo’, Rialto Sant’Ambrogio, Roma;
1992, Rossana Borzelli/Cinzia Colombo, ex lavatoio comunale, Sarzana

‘madre terra d’ombra bruciata’: sviluppo di un corpo corteccia

2009 – 16,9 x 25,4 cm ognuna – 54 fotografie rielaborate e stampate su forex

‘madre terra d’ombra bruciata’: La Pina

2016 – video 36’54’’ loop, frame e animazioni da super8

‘madre terra d’ombra bruciata’: un albero vivo per uno morto / atto II

2020 – misure variabili – installazione, albero di Pino, garza

‘madre terra d’ombra bruciata’: WWW delle Pine (wood wide web)

2022 – misure variabili – installazione con gli alberi di Pino presenti nell’Orto Botanico Angelo Rambelli, garza, ‘Pina’, pigne

‘madre terra d’ombra bruciata’: arrivo delle Pine

2023 – misure variabili – installazione con gli alberi di Pino in vaso, garza, ‘Pine’, pigne